Ricorso contro la cartella di pagamento

Una cartella di pagamento non va mai ignorata: se non viene impugnata nei termini diventa definitiva e l'Agenzia delle Entrate-Riscossione può procedere con fermi, ipoteche e pignoramenti. Lo Studio Barusco Rovetti & Associati, con sedi a Padova, Biella e Milano, verifica se la cartella è contestabile e assiste il contribuente di tutta Italia nel ricorso o nella definizione del debito.

Entro quando e davanti a chi

Il giudice e il termine dipendono dal tipo di credito riportato nella cartella:

CreditoGiudice e termine
Imposte e tributi (IRPEF, IVA, IRES, IMU, TARI…)Corte di giustizia tributaria, entro 60 giorni dalla notifica
Contributi previdenzialiTribunale, sezione lavoro: termini diversi e più brevi
Multe stradali e altre sanzioni amministrativeGiudice ordinario: termini diversi e più brevi

Una stessa cartella può contenere crediti di tipo diverso: per questo conviene farla esaminare subito, riga per riga.

Cosa si può contestare

  • Vizi propri della cartella: notifica irregolare, mancanza degli elementi essenziali, errori nel calcolo di somme aggiuntive e interessi.
  • Decadenza e prescrizione: la riscossione deve avvenire entro termini precisi, che variano secondo il tributo.
  • Il merito della pretesa, ma solo se la cartella è il primo atto con cui il contribuente viene a conoscenza del debito. Se prima è stato notificato un avviso di accertamento non impugnato, la cartella si contesta solo per i suoi vizi propri.
  • Atti presupposti mai notificati: se l'avviso di accertamento richiamato non è mai stato ricevuto, il vizio si può far valere impugnando la cartella.

Sospensione, rate e altre soluzioni

  • Sospensione giudiziale: con il ricorso si può chiedere alla Corte di sospendere la cartella se il pagamento causerebbe un danno grave e irreparabile.
  • Rateazione: se il debito non è contestabile, si può chiedere all'Agenzia delle Entrate-Riscossione un piano di rateazione.
  • Definizioni agevolate: quando la legge le prevede, consentono di ridurre sanzioni e interessi.

Domande frequenti

Ho ricevuto un'intimazione di pagamento per una vecchia cartella: posso ancora contestarla?

Se la cartella era stata notificata regolarmente e non è stata impugnata, con l'intimazione si possono far valere solo i vizi propri dell'intimazione, compresa la prescrizione maturata dopo la cartella. Se la cartella non è mai stata notificata, si può contestare anche questo.

Il ricorso blocca la riscossione?

No, non automaticamente: serve un'istanza di sospensione accolta dalla Corte.

Serve un difensore?

Davanti alla Corte di giustizia tributaria, sì se il valore della lite supera 3.000 euro.

Per il quadro generale del giudizio vedi la pagina sul contenzioso tributario; se la cartella deriva da un avviso appena ricevuto, quella sul ricorso contro l'avviso di accertamento.

Fai esaminare la tua cartella

Chiama lo Studio a Padova (049 875 2918), Biella (015 355240) o Milano (02 9716 4208), scrivi a segreteria@baruscorovetti.it oppure usa il modulo di contatto. Tieni a portata di mano la cartella e la busta o la PEC con cui è arrivata.